Guida di SinfonIA Edu
SinfonIA Edu prende la melodia di un brano e scrive le parti per gli strumenti che hai davvero in classe, al livello giusto per ogni alunno. Si fa in quattro passi.
Come si entra
- Apri SinfonIA Edu dal browser, sul computer o sul tablet. Non c'è niente da installare.
- La prima volta incolla la chiave di licenza che ti è arrivata per mail dopo l'acquisto.
- Da lì in poi quel browser ti riconosce e entri subito.
Ogni chiave vale per un numero fisso di dispositivi. Se cambi computer, sul vecchio premi «🔑 Licenza» in fondo alla pagina e poi «Libera questo dispositivo». Se il vecchio non ce l'hai più, scrivimi da «🐞 Segnala» e lo libero io.
Per correggere le parti a mano scarica il file e aprilo in MuseScore, che è gratuito (musescore.org). PDF, anteprima e ascolto li fa già l'app.
Il lavoro resta salvato nel browser. Se ricarichi la pagina o torni indietro, non perdi niente.
Passo 1: il brano
Carica la melodia. Hai cinque strade:
- Trascina il file nel riquadro, oppure premi «Scegli il file».
- Incolla un brano in ABC, la notazione a lettere dei siti di musica popolare (per esempio abcnotation.com).
- Prova un esempio: Fra Martino, Greensleeves, Inno alla gioia, Amazing Grace, Swing Low, When the Saints.
- Carica un PDF: vedi il paragrafo qui sotto.
- Suona o canta la melodia: vedi «Partire da una registrazione».
File che vanno bene: MusicXML, MXL, MIDI, ABC e PDF, al massimo 5 MB. Registrazioni: MP3, WAV, M4A, al massimo 3 minuti.
Dopo il caricamento l'app ti dice cosa ha letto: titolo, tempo, tonalità, numero di battute, se il brano parte in levare.
Premi «Vedi e ascolta come l'ho letto». MuseScore scrive la melodia e, sotto, gli accordi con le sigle. Puoi anche ascoltarli. Così controlli note, ritmo e accordi prima di andare avanti. Serve soprattutto per i brani letti da un PDF o da una registrazione.
File con tanti righi
Se il file ha più righi (per esempio una partitura intera), compaiono tre menu:
- Quale rigo porta la melodia. L'app ne consiglia uno. Se la melodia che senti non è quella giusta, cambialo.
- Da dove prendo gli accordi. Dalle sigle del file, da un altro rigo, oppure indovinati dalla melodia.
- Se la melodia tace a lungo. Serve quando il tema passa da uno strumento all'altro.
La strada più sicura è sempre il MusicXML. Da MuseScore: File, Esporta, MusicXML.
Caricare un PDF
Il programma da solo non sa leggere le note stampate. Per questo il PDF lo legge l'aiuto dell'IA: guarda le pagine e riscrive melodia e sigle degli accordi in ABC.
- Trascina il PDF nel riquadro del passo 1, o premi «Scegli il file».
- Aspetta: di solito ci vogliono uno o due minuti.
- Compare un riquadro arancione: «Letto da un PDF con l'IA».
- Premi «Mostra il brano in ABC» e controlla le note.
- Se trovi un errore, correggilo nel testo e premi «Leggi il brano incollato».
Cose da sapere:
- L'IA prende solo la melodia e le sigle. L'accompagnamento lo scrive poi l'Arrangiatore.
- Può sbagliare una nota o un ritmo, soprattutto con PDF fotografati o storti. Controlla sempre.
- Funziona meglio con spartiti stampati e puliti. Con la scrittura a mano sbaglia di più.
- Serve l'aiuto dell'IA collegato. Se non lo è, l'app te lo dice.
Partire da una registrazione
Suoni o canti la melodia, e il programma la scrive in ABC. Non serve l'aiuto dell'IA.
- Al passo 1 premi «Suona o canta la melodia».
- Se suoni col metronomo, scrivi i suoi BPM e scegli il tempo (4/4, 3/4...).
- Premi «Registra», suona la melodia una volta, poi premi «Ferma e trascrivi». Oppure carica un file audio con «Scegli il file».
- Compare un riquadro arancione: «Trascritto da una registrazione».
- Se il ritmo non torna, cambia BPM o tempo e premi «Trascrivi di nuovo».
- Premi «Mostra il brano in ABC» e controlla le note. Se trovi un errore, correggilo e premi «Leggi il brano incollato».
Cose da sapere:
- Una nota alla volta: il programma legge solo la melodia, non gli accordi.
- Il flauto dolce, il pianoforte e la voce vanno meglio del fischio. Registra vicino al microfono, in una stanza silenziosa.
- Con i BPM giusti il ritmo esce molto meglio. Senza, il programma li stima e può sbagliare.
- Gli strumenti molto acuti, come il fischio, si scrivono un'ottava sotto.
- La prima volta il browser chiede il permesso di usare il microfono.
Passo 2: l'organico
L'organico è l'elenco degli strumenti che suonano.
- Un clic su uno strumento aggiunge una parte. Lo stesso strumento si aggiunge quante volte serve: tre flauti, tre clic.
- Le parti compaiono nel riquadro «Le parti», a destra.
- L'ordine delle parti è l'ordine dei righi in partitura.
Cambiare l'ordine delle parti
- Trascina: prendi la maniglia ⠿ a sinistra della parte e portala dove vuoi. Funziona col mouse e col dito.
- Oppure usa i pulsanti Su e Giù. Vanno bene anche da tastiera.
- Togli elimina la parte.
Salvare l'organico
Dai un nome (per esempio «Orchestra 3B») e premi «Salva». La prossima volta lo ritrovi in cima al passo 2: un clic e le parti tornano tutte.
Passo 3: livelli e versioni
Prima scegli il livello di tutta l'orchestra. Poi, riga per riga, cambi quello che serve.
| Livello | Per chi |
|---|---|
| 1 Primi passi | prima media, primi mesi di strumento |
| 2 Base | seconda media, chi legge le figure principali |
| 3 Intermedio | terza media e alunni con uno studio precedente |
| 4 Avanzato | i più bravi dell'orchestra |
Lo stile
- Classico: accordi del brano, basso sui tempi forti, batteria di base.
- Pop: batteria pop, basso che spinge, accordi sincopati.
- Shuffle: per i brani che dondolano, come soul, blues e swing lento.
Ogni riga
- Livello: lascia «Come le altre» oppure scegli un livello solo per quella parte.
- Cosa suona: melodia, controcanto, accordi, basso, note lunghe, ritmo e altro. Con «La sceglie il programma» decide l'app guardando chi altro suona. Sotto ogni riga leggi subito cosa suonerà, per esempio «Suonerà: controcanto».
- Nome sul leggio: facoltativo. Per esempio il nome dell'alunno.
Seconde voci e controcanti
Chi suona una nota alla volta e non ha la melodia può fare tre cose diverse. Scegli quella giusta per l'alunno.
- Note lunghe di sostegno: una nota lunga per accordo, la più vicina a quella prima. È la parte più facile. Al livello 1 sono minime, facili da contare.
- Controcanto: una seconda voce sotto la melodia, con lo stesso ritmo, in terze e seste. Quando può tiene la nota invece di saltare. Al livello 1 diventa note lunghe.
- Controcanto che risponde: tiene quando la melodia corre e si muove quando la melodia si ferma. Dialoga col tema senza coprirlo. Al livello 2 in semiminime, dal 3 anche in crome.
In tutte e tre il programma segue le regole dell'armonia: niente quinte e ottave parallele, la nota comune resta ferma, la settima dell'accordo scende, la voce non passa sopra la melodia.
Se l'aiuto dell'IA è collegato, in «Altre opzioni» puoi far scrivere all'IA i controcanti che rispondono, dal livello 3. Il programma li controlla con le stesse regole: se l'IA sbaglia, li scrive il programma.
La forma del brano
Al passo 3, sotto le parti, c'è il riquadro «La forma del brano». Scegli quanto dura, come comincia e come finisce. Sotto vedi una mappa: le colonne sono le sezioni (Intro, A, B, Coda), le righe sono le parti. Il quadratino pieno vuol dire che la parte suona.
Quanto dura
Un brano popolare dura spesso 16 battute: suonato una volta sola finisce presto. Con «Il tema due volte» (o tre) il tema si suona di nuovo, scritto per intero. Non è una copia: le entrate a gradini si distribuiscono su tutti i giri. Al primo giro suonano melodia, accordi e basso; al secondo entrano controcanti, raddoppi e batteria, e la dinamica cresce. Nei brani in levare il levare del secondo giro cade nell'ultima battuta del primo, come quando si canta il brano due volte.
Per allungare ancora: lo special (una sezione in più), la coda nel finale, la modulazione. Si sommano.
L'introduzione
- La sceglie il programma: 2 battute di batteria per gli organici piccoli con le percussioni; per la band il motivo nuovo di 8 battute (sotto).
- Solo la batteria, oppure chi accompagna.
- L'ultima frase del tema, su un solo strumento: fa sentire subito la melodia, piano, sopra gli accordi.
- Accordo fermo col ritmo, poi la dominante: la tonica ferma con la batteria, e la dominante che riporta al tema.
- Un motivo nuovo di 8 battute: non usa il tema. Due battute di accompagnamento, poi un motivo breve scritto apposta: lo dice uno strumento (la chiamata), lo riprende chi porta il tema un grado più su (la risposta), e nelle ultime due battute tutti insieme scendono sulla dominante. Ogni parte lo suona al suo livello.
Il finale
- Colpo finale tutti insieme, con la coronata.
- Le ultime due battute rallentano: c'è scritto «rit.».
- Coda: l'ultima frase si ripete mp e cresce un gradino alla volta (mf, poi f), rallentando.
- Coda che sfuma: l'ultima frase si ripete p e finisce pp, rallentando. Va bene per gli inni e i brani lenti, e quando l'orchestra non regge un forte pulito.
Il salto da piano a forte nel finale può funzionare o no: dipende dal brano, dall'organico e da come suonano i ragazzi. Ascolta il file e scegli tu.
Lo special è una sezione in più prima del finale, con un altro vestito: solo ritmo, solo melodie, il tema a canone, oppure tutti insieme: i melodici suonano la melodia all'unisono o all'ottava, chi accompagna batte l'accordo sul ritmo del tema, con gli accenti e forte. È il punto culminante del brano.
La modulazione finale
Dopo il finale, una battuta di dominante prepara la tonalità nuova, poi l'ultima sezione torna più in alto, col cambio d'armatura. Il programma riscrive le parti nella tonalità nuova, ognuna al suo livello. Nel riquadro «Cosa ho fatto» ti avvisa se qualcuno legge molte alterazioni.
- La tonalità la sceglie il programma: un tono sopra, oppure un semitono se così le parti leggono meno alterazioni (da Re maggiore va in Mi bemolle, non in Mi).
- Un semitono sopra: il salto più teatrale. Un tono sopra: il salto classico del pop. Una quarta sopra: come il trio delle marce.
- Accompagna il passaggio: senza, la battuta di dominante è l'accordo tenuto e il riempimento della batteria. Con la spunta, la melodia sale a scala verso la tonalità nuova, le seconde voci la armonizzano e il basso cammina. Ogni parte al suo livello.
Ricetta: una band piena, con la modulazione
Così è nato l'arrangiamento di «Swing Low, Sweet Chariot» con lo special tutti insieme e la modulazione finale. Serve una band di almeno 7-8 parti.
- Passo 1. Scegli il brano. Negli esempi c'è «Swing Low, Sweet Chariot».
- Passo 2. L'organico: flauto traverso, violino, clarinetto, sax contralto, chitarra, pianoforte, basso elettrico, batteria.
- Passo 3, le parti. Due strumenti sulla melodia (flauto e violino, livello 3), il clarinetto sul «Controcanto» (livello 3), il sax contralto sul «Controcanto che risponde» (livello 3), la chitarra su «Accordi» (livello 2), il pianoforte con «La sceglie il programma» (livello 3), basso e batteria al livello 2. Stile: classico.
- Passo 3, la forma. Introduzione: «La sceglie il programma» (con 8 parti scrive il motivo nuovo di 8 battute). Finale: «Le ultime due battute rallentano». Special: «Tutti insieme sul ritmo della melodia». Modulazione finale: «Sì, la tonalità la sceglie il programma».
- Passo 4. Ascolta e scarica.
Per un risultato ancora più ricco:
- Più lungo: «Quanto dura» su «Il tema due volte».
- La modulazione meno secca: spunta «Accompagna il passaggio».
- Il basso che non sta fermo: al basso scegli la versione «Basso che riempie». Dove la melodia tiene una nota lunga, il basso cammina sulle note dell'accordo. Ai livelli 1 e 2, da quando entra la batteria, le note lunghe diventano due colpi per battuta, fondamentale e quinta, come la cassa. Al livello 2 il basso ha poche note (da Do a La): il programma sceglie quelle che ci stanno. Dal livello 3 suona già fondamentale e quinta in ogni battuta, e cammina più largo.
- I fiati che prima rispondono e poi accompagnano il tema: a due o tre fiati scegli «Risposta a blocchi, poi controcanto». All'inizio rispondono con l'accordo a colpi dove la melodia si ferma; da quando entra la batteria il più acuto fa il controcanto che risponde, quello di mezzo il controcanto in terze e seste, il più grave le note lunghe.
- La batteria che non è sempre uguale: alla batteria scegli «Ritmo con variazioni». Nelle sezioni B e D passa dal charleston al piatto ride, e a metà di ogni sezione c'è una spinta di cassa. Oppure cambia lo stile: «Pop» per un groove moderno, «Shuffle» per un ritmo che dondola, che sta bene agli spiritual. Anche il livello della batteria cambia il ritmo: al 3 e al 4 la cassa è più mossa e i riempimenti più ricchi.
Dal Terminale la stessa ricetta, con tutte le aggiunte, è: --giri 2 --special unisono --modulazione-accompagnata --finale rallentando --parti "flauto_traverso@3:melodia, violino@3:melodia, clarinetto_sib@3:controcanto, sax_contralto@3:contrappunto, chitarra@2:accordi, pianoforte@3, basso_elettrico@2:basso_mosso, batteria@2:ritmo_variato"
Le regole dei maestri
Il programma scrive seguendo regole prese dai trattati e dai grandi arrangiatori, confrontate con gli arrangiamenti scritti a mano per le nostre scuole. Sono anche un buon promemoria per chi arrangia.
- La seconda voce sta sotto la melodia, a distanza di terza o di sesta, e dentro l'ottava. Unisono e ottava sono raddoppi, non seconde voci. (J. J. Fux, Gradus ad Parnassum (1725): consonanze imperfette per il moto, perfette per i punti di arrivo; W. Piston, Harmony (1941); Walter: 41% di terze e seste fra le seconde voci, quasi sempre sotto)
- Due voci non vanno per moto retto da una quinta a un'altra quinta, o da un'ottava a un'altra ottava. le due linee si fondono e sembrano una sola. (Fux, Gradus ad Parnassum; corali di J. S. Bach; Walter: 0,6% dei moti nelle sue partiture)
- Quando l'accordo cambia, la nota che i due accordi hanno in comune resta ferma; le altre si muovono di grado. Meno salti, mano e fiato piu' tranquilli. (corali di J. S. Bach; Piston, Harmony: la regola della nota comune; Walter: il 42% dei moti delle sue seconde voci e' fermo o obliquo (Hark! a quattro sax: il terzo sax tiene il Mib))
- Il moto contrario e' il migliore. se la melodia sale, la seconda voce scende o sta ferma. (Fux, Gradus ad Parnassum; Walter: 17% di moto contrario)
- La sensibile (il settimo grado) sale alla tonica e non si raddoppia. (Piston, Harmony; corali di Bach)
- Le note che dicono l'accordo sono la terza e la settima. una linea lunga fatta di queste note, collegate di grado, fa sentire l'armonia anche senza accordi. (la «guide tone line» dei manuali di jazz (J. Coker, Improvising Jazz, 1964); D. Sebesky, The Contemporary Arranger (1975): il sostegno a note lunghe; Walter: glockenspiel a minime su due note, tromba del Jingle Bells corretto dai colleghi)
- Il controcanto si muove quando la melodia si ferma, e tiene quando la melodia corre. Non fa mai a gara col tema e non gli passa sopra. (H. Mancini, Sounds and Scores (1962); N. Riddle, Arranged by Nelson Riddle (1985); Walter: Santa Claus a quattro sax, il secondo sax riempie la semibreve del tema)
- La difficolta' della seconda voce cresce come le specie del contrappunto. prima note lunghe, poi nota contro nota, poi due note contro una, poi linea libera. (Fux, Gradus ad Parnassum: le cinque specie; il sistema dei «grade» delle band scolastiche americane (Grade 1-6))
- Pochi strati, molti strumenti per strato. la melodia raddoppiata all'unisono o all'ottava da timbri diversi pesa piu' di tante linee diverse. Il tema non resta da solo contro un controcanto suonato in due. (N. Rimskij-Korsakov, Principi di orchestrazione (1913); Walter: flauto = violino, clarinetto = tromba (Mareno))
- Il brano cresce aggiungendo strumenti, non solo alzando il volume. lo stesso tema torna con un vestito sempre piu' pieno. (M. Ravel, Boléro (1928); S. Nestico, The Complete Arranger (1993): il piano dinamico dell'arrangiamento; Walter: Jingle Bells e La canzone del bambino nel vento, entrate a gradini)
- L'introduzione piu' sicura usa le ultime battute del brano, con la dominante alla fine che riporta al tema. In alternativa un pedale sulla tonica con il ritmo, o solo la batteria. (Nestico, The Complete Arranger; Walter: 4 battute di accompagnamento nelle band, 2 di batteria in classe; pedale di tonica in Schiarazula, pedale di dominante dei violini in Jingle Bells; frammento del tema al flauto)
- Si finisce ripetendo l'ultima frase (il «tag»). la prima volta resta aperta, la seconda chiude. L'ultimo accordo e' un colpo d'insieme, o una nota lunga con la coronata, spesso dopo un rallentando. (Nestico, The Complete Arranger; Riddle, Arranged by Nelson Riddle; Walter: coronate e rit. in We wish, Christmareno, What a Wonderful World)
- Prima del finale una sezione che cambia colore. meno strumenti (solo ritmo, o solo le melodie), o il tema a canone. Il contrasto rende piu' forte il ritorno di tutti. (Riddle: risparmiare il culmine per la fine; la «breakdown» del pop; il canone (Pachelbel, i canoni di Mozart))
- Due gruppi si rispondono. uno canta la frase, l'altro risponde in blocco nei silenzi (antifona). Funziona benissimo con le classi: ogni gruppo ha poco da suonare e deve ascoltare l'altro. (G. Gabrieli, i cori battenti di San Marco (fine '500); il gospel; Walter: Oh Happy Day, flauto che chiama e clarinetto, tromba e pianoforte che rispondono)
- Nel punto culminante tutti suonano la stessa frase ritmica, all'unisono o all'ottava, con gli accenti (lo «shout chorus»). (Nestico, The Complete Arranger; Walter: Banana Boat e Jingle Bells, ultima sezione tutti insieme con staccati e accenti)
- La mano sinistra del pianoforte non batte sempre l'accordo. alterna basso e accordo (valzer, «um-pa») o spezza l'accordo (basso albertino). (W. A. Mozart, Sonata K 545; D. Alberti (1710-1740); Walter: euphonium a fondamentale e quinta in Jingle Bells)
- Il basso collega gli accordi con note di passaggio, di grado, soprattutto verso la cadenza. (Bach, i bassi dei corali; Walter: euphonium in We wish (Mi Do La Si, Do La Re, Sol))
- L'ultimo ritornello sale di un tono o di un semitono, preparato da una battuta di dominante della nuova tonalita'. (il pop dagli anni '50 in poi; Nestico)
- Si scrive per i musicisti che ci sono davvero. ogni parte su misura del suo esecutore. Chi e' alle prime armi non resta mai scoperto da solo. (Duke Ellington: scriveva per Johnny Hodges, non per «il sax contralto»; gli arrangiamenti «flex» per band scolastiche (parti 1-2-3-4 suonabili da qualunque strumento))
- Fiati e voci respirano alla fine delle frasi, tutti negli stessi punti. (la prassi di ogni banda; Walter, 29 set 2026)
- Un'introduzione lunga ha una musica sua. un motivo breve che non e' il tema, detto da uno strumento e ripreso da un altro un grado piu' su (la progressione), poi tutti insieme verso la dominante. Il tema arriva dopo, e si sente nuovo. (Nestico, The Complete Arranger: l'introduzione originale; la progressione (sequenza) dei manuali di composizione; Walter, 10 ott 2026: «introduzioni un po' anonime: piu' lunghe, senza richiamare subito il tema, con parti apposite»)
- Il finale non salta da piano a forte. cresce un gradino alla volta (mp, mf, f), oppure si spegne (p, pp). Quale dei due dipende dal brano, dall'organico e dall'esecuzione: un inno lento finisce piano. (Walter, 10 ott 2026: «attenzione a p e poi subito f per i finali: puo' funzionare bene oppure no»; Nestico, The Complete Arranger: il piano dinamico dell'arrangiamento)
- Nel controcanto la nota di passaggio non sta un semitono sopra una nota che l'accordo tiene, e non fa seconda o settima con la melodia. si sente come un errore, non come un passaggio. (le «avoid notes» dei manuali di jazz (la quarta sopra la terza dell'accordo maggiore); Walter, 10 ott 2026, sul violino di Amazing Grace: «ben articolato ma molti errori armonici»)
Titolo, compositore, arrangiatore
In fondo al passo 3 c'è il riquadro «Intestazione della partitura». Quello che scrivi va in cima alla prima pagina.
- Titolo: parte da quello letto nel file. Cambialo se vuoi.
- Compositore o autore: va in alto a destra.
- Arrangiamento di: il tuo nome. Va sotto il compositore, come «Arr. Walter Vitale». L'app se lo ricorda anche per il brano dopo.
Se lasci un campo vuoto, l'app usa quello che c'è nel file.
Le altre opzioni
Stanno nel riquadro chiuso «Altre opzioni» del passo 3. Di solito non servono.
- Tonalità: di solito la sceglie l'app, la più comoda per il tuo organico.
- Senza introduzione: il brano parte subito.
- Tutti suonano dall'inizio: niente entrate a gradini.
- Ripeti l'ultima sezione: l'ultima sezione si suona due volte, con prima e seconda volta.
- Staffetta della melodia: la melodia passa da uno strumento all'altro a fine frase, per tratti di almeno 8 battute. Ogni tratto lo suona chi ce l'ha più comodo, al suo livello: il tratto acuto va al violino, e il flauto dolce intanto fa le note lunghe invece di cambiare le note. Spenta, tutto resta come prima.
- Aggiungi solo le parti nuove: se il file caricato è già un arrangiamento (anche corretto da te in MuseScore), le sue parti restano intatte e le nuove si aggiungono in fondo.
- I controcanti li scrive l'IA: c'è solo se l'aiuto dell'IA è collegato. Vedi «Seconde voci e controcanti».
- Chitarra senza diagrammi: solo le sigle.
- Semplifica le terzine al livello 2.
- Un file per ogni livello: un arrangiamento per ogni livello, tutto in uno zip.
Passo 4: il risultato
- Premi «Scrivi le parti». L'app scrive l'arrangiamento, poi MuseScore prepara il PDF.
- A sinistra vedi le pagine. A destra i pulsanti per scaricare.
- Scarica PDF: la partitura, da stampare.
- Scarica le parti staccate: uno zip con un PDF per ogni leggio, da dare ai ragazzi. Dentro c'è anche un PDF unico con partitura e parti, per stampare tutto in una volta.
- Scarica per MuseScore: il file da aprire e correggere in MuseScore.
- ▶ Ascolta l'arrangiamento: lo senti prima di stampare. La prima volta MuseScore ci mette qualche secondo.
Nelle parti dei fiati e delle voci trovi la virgola del respiro alla fine delle frasi. L'ultima nota del brano ha la coronata.
Sotto, il riquadro «Cosa ho fatto» spiega le scelte: la tonalità, cosa suona ogni parte, i controlli superati e quelli da guardare.
L'arrangiamento è un punto di partenza. Guardalo sempre in MuseScore prima delle prove.
L'aiuto dell'IA
Se l'aiuto dell'IA è collegato, hai quattro cose in più:
- Passo 1, leggere un PDF: vedi sopra.
- Passo 2, «Raccontamela a parole»: scrivi chi suona, come lo diresti a un collega. L'app propone l'organico. Poi lo cambi a mano come vuoi.
- Passo 3, i controcanti scritti dall'IA: l'IA scrive le note, il programma le controlla con le regole dell'armonia e le scarta se sbagliano.
- Passo 4, «Cosa non va?»: scrivi cosa correggere. L'app ti mostra le modifiche. Non cambia niente finché non premi «Va bene, rifallo così».
La regola è sempre la stessa: l'IA propone, il programma controlla, tu decidi.
Se qualcosa non va
- «SinfonIA Edu non risponde»: controlla la connessione a internet e ricarica la pagina.
- Le note lette sono sbagliate: riesporta il file da MuseScore come MusicXML e ricaricalo.
- La melodia non è quella giusta: al passo 1 scegli un altro rigo nel menu della melodia.
- Niente PDF: premi «Riprova il PDF». Se non arriva ancora, usa «🐞 Segnala».
- Il PDF non si legge: prova con un PDF più pulito, o con meno pagine. Meglio ancora il MusicXML.
Per un bug o un'idea: in fondo alla pagina dell'app c'è «🐞 Segnala un bug o un suggerimento». In «✨ Novità» trovi cosa è cambiato.